Titolo: "Nu au miroir"
("Nudo allo specchio")

Anno: circa 1981-1983

Autore: Balthus

Dipinto, olio su tela, 163 x 130 cm.


Patrimonio di Balthus


Balthus


Nu au miroir


La memoria della transizione

Una fanciulla si guarda allo specchio, nel silenzio di un ambiente spoglio e dall'atmosfera immota, quasi sospesa in un istante che dura un'eternità. Ella è metafora della bellezza che prende coscienza di sé, come se prima d'allora lo specchio fosse stato solo uno specchio, fino a quell'incerto momento in cui vi si scopre la dimensione sconosciuta e inattesa del cambiamento.


"Le roi des chats"
("Il re dei gatti", autoritratto)
olio su tela, 1935
Balthus è dai più conosciuto solo per i dipinti come "Nu au miroir", con i quali si tende a identificarlo, a catalogarlo superficialmente senza neppure approfondire la conoscenza di questo importante Artista, grande interprete nel contesto della pittura del '900, e pure di un panorama storico più ampio.

Balthazar Klossowski, suo nome anagrafico, nacque un secolo fa a Parigi, il 29 febbraio del 1908.
Figlio d'arte, crebbe in diversi contesti familiari legati ad amicizie nel mondo della cultura parigina; il padre Erich era uno storico e critico d'arte, nonché pittore e intellettuale; la madre Elizabeth Spiro (conosciuta come Baladine Klossowska) era una pittrice. Il contesto culturale in cui crebbe gli conferisce una grande sensibilità intellettuale e artistica.
I genitori si separarono quando Balthus era ancora bambino; Elizabeth ebbe successivamente relazioni con lo scrittore e poeta Rainer Maria Rilke, al quale confidava di non riuscire a dedicarsi alla pittura per gli affanni della vita e la relativa povertà, causati anche dai tumulti dell'epoca, per i quali si spostarono diverse volte per l'Europa.

Rilke diventò il primo mentore artistico di Balthus: intuì il suo talento e si occupò di far pubblicare e scrivere la prefazione del primo libro dell'Artista con le illustrazioni che realizzò all'età di undici anni; intitolato "MITSOU Histoire d'un chat", il libro racconta con quaranta disegni la storia di un ragazzo e un gatto, animale prediletto da Balthus.


"MITSOU Histoire d'un chat" ("MITSOU Storia di un gatto")
Una delle illustrazioni del libro pubblicato nel 1921


A sedici anni Balthus cominciava già a realizzare copie di artisti quali Poussin e Piero della Francesca.
Balthus non ricevette insegnamenti accademici, ma si limitò a studiare autonomamente i grandi maestri del passato che ammirava. Piero della Francesca, Masaccio, ma anche Cézanne e altri pittori moderni quali Matisse, si ritrovano nei suoi dipinti.

Questa commistione tra antico e moderno si può notare in dipinti quali "La chambre turque" (figura #1); il dipinto raffigura la sua seconda moglie Setsuko Ideta, di origine giapponese, anch'ella pittrice.


"Jeune fille en vert et rouge",  "Le chandelier" ("Ragazza in verde e rosso", "Il candeliere") olio su tela, 1939-45

"La partie de cartes"
("La partita a carte")
olio su tela, 1948-50

#1 "La chambre turque"
("La stanza turca")
olio su tela, 1963-66

Rimase sempre lontano dai movimenti artistici dei suoi contemporanei; biasimava il crescente disinteresse, da parte del mondo dell'arte, per la ricercata manualità della pittura classica, la quale considerava dimensione essenziale dell'espressione artistica.

Balthus fu incoraggiato a perseguire la sua arte da artisti come Pierre Bonnard e André Derain; conobbe tanti personaggi famosi, quali: André Breton, Pablo Picasso, Man Ray.

"Picasso mi fece una visita. Mi disse: «Sei il solo pittore della tua generazione che mi interessa. Gli altri cercano di fare dei Picasso. Tu mai.»" 

Ebbe importanti relazioni con l'Italia, che amava fin da quando la visitò in gioventù una prima volta per ammirare i maestri classici. Per sedici anni diresse l'Accademia Francese di Roma a Villa Medici. Conobbe artisti come Federico Fellini, Renato Guttuso e Alberto Giacometti.
In particolar modo legò amicizia con Giacometti, per cui spese le seguenti parole:

"Era un fratello, un amico. Ecco perché tengo qui (nel suo studio, n.d.r.) una fotografia che lo ritrae. Non so chi la scattò o da dove viene, ma in questo modo lavoro sotto la protezione di Alberto, sotto il suo scrutare benevolo."

Le opere di Balthus hanno una particolare attenzione per l'effetto di luce che le pervade: l'Artista era paziente e scrupoloso nell'attesa e la scelta della luce ideale per dipingere.
Di animo sensibile, era capace di entusiasmarsi per l'evanescente atmosfera che può creare la luce al crepuscolo e rimanere affascinato dalle sue delicate cromie.


"Jeune fille dormant"
("Ragazza che dorme")
olio su tela, 1947

"Jeune fille à la fenêtre"
("Ragazza alla finestra")
olio su tela, 1957

"La phalène"
("La falena")
olio su tela, 1959

I suoi dipinti ritraggono scene reali, la cui stessa essenza della realtà sprigiona una implicita simbologia che conferisce un'atmosfera metafisica, quasi surreale; nonostante ciò Balthus detestava il Surrealismo che era assurto all'epoca, il quale tendeva a colpire proprio il lirismo della pittura classica.


"Le passage du Commerce Saint-Andre"
("Il passaggio del Commercio Saint-Andre")
olio su tela, 1952-54


L'Artista si chiamò Conte Balthazar Klossowski de Rola, in onore al lignaggio del padre che sarebbe disceso da nobili polacchi. La fermezza con cui sosteneva le proprie idee lo portò a considerare l'Arte come una cosa riservata a quei pochi che sono all'altezza di recepirla, non una cosa per le masse.

Balthus era di carattere sereno e disponibile, ma solenne quando si parlava d'Arte, per la quale provava un sentimento quasi mistico, e alla quale conferiva un simbolismo iniziatico, come se si sentisse il depositario di una preziosa verità da tramandare all'eternità.

L'Artista era molto riservato e si limitava a dire che erano le sue opere a parlare di lui. Per tutta la vita affermò di essere "un pittore di cui nulla è saputo".

Balthus si convertì al Cattolicesimo, sentendosi profondamente cristiano e ammiratore di Giovanni Paolo II. Si dichiarava non attratto dalle seduzioni della società moderna e il culto del materialismo.
Difatti come abitazioni predilesse antiche e isolate dimore, in cui vivere una vita ritirata insieme ai propri cari. In questo modo riusciva a trovare la serenità necessaria per realizzare i suoi dipinti a cui si dedicava con estrema calma e dedizione. In Italia abitò nel castello di Montecalvello, un piccolo borgo a una ventina di chilometri da Viterbo.

"Dipingere è un mezzo per accedere al mistero di Dio, di estrarre un po' dello splendore del Suo Regno, di riuscire a catturare una luce in comune. Ciò non è un desiderio vano, piuttosto uno umile. Questo è il motivo per cui amo l'Italia. Quando la visitai per la prima volta, come ragazzo di quindici o sedici anni, immediatamente amai il paese per la gentilezza della gente e il suo delicato paesaggio. Ho sempre considerato l'Italia una terra incantata. Impregnata d'anima."

"Un dipinto gratifica i nostri occhi da ogni finestra di Montecalvello. Un dipinto è la stessa cosa di una preghiera: una innocenza che è finalmente afferrata, un momento strappato al disastro del tempo che passa. È immortalità catturata."


"Larchant"
olio su tela, 1939

"Paysage de Champrovent"
("Paesaggio di Champrovent")
olio su tela, 1942-45

"Montecalvello"
olio su tela, 1979

Nel 1934 Balthus tiene la sua prima personale alla Galerie Pierre di Parigi; in quell'occasione presenta il famoso dipinto "La leçon de guitare", il quale suscita ancora oggi indignazione per il pube scoperto della fanciulla raffigurata, in abbinamento a un contenuto brutale, che per il pittore è un'eccezione. In quello stesso anno Balthus viene salvato da un tentativo di suicidio, sembra a causa di problemi sentimentali con la sua compagna.

"Un certo giornalista americano disse di trovare pornografico il mio lavoro. Cosa intende? Tutto ora è pornografico. La pubblicità è pornografica. Vedi una giovane donna mettersi un prodotto di bellezza come se avesse un orgasmo. Non ho mai creato nulla di pornografico. A parte forse 'La lezione di chitarra' ".


"La leçon de guitare"
("La lezione di chitarra")
olio su tela, 1934


Balthus non accettò mai l'interpretazione delle sue opere in chiave pornografica. La frequente scelta di modelle adolescenti era motivata dalla volontà di catturare quell'incerto momento della transizione all'età adulta.
D'altra parte non si capisce perché l'Arte dovrebbe occultare alla vista una parte della natura, sentenziando il Creato di immoralità e relegando i minori in un ghetto in cui non si ha il diritto di far parte della realtà, assoggettati al moralismo coercitivo che ammanta di peccaminosità l'esistenza delle persone.

"Ho sempre rifiutato le interpretazioni per cui le mie ragazze sarebbero il prodotto di un immaginario erotico. Per dire ciò devono fraintendere la particolare attenzione che ho per la loro lenta trasformazione da uno stato angelico a quello di ragazza, per il cercare e catturare il momento del passaggio".


"Nu devant la cheminée"
("Nudo davanti al camino")
olio su tela, 1955


Le modelle di Balthus promanano una grande serenità, una tranquillità d'animo illuminata da un agio solenne e glorioso. L'Artista si pone nel ruolo del pittore che ritrae questo momento idilliaco senza disturbare, come un gatto, col dovuto rispetto per non infrangere l'incanto.

"Qualcuno ha preteso che le mie ragazze spogliate siano erotiche. Non ho mai dipinto con quell'intento, il quale le avrebbe rese aneddotiche, mero oggetto di pettegolezzo. Ho mirato precisamente all'opposto, a circondarle con un alone di silenzio e profondità."


"Jeune fille à la chemise blanche"
("Ragazza con la camicia bianca")
olio su tela, 1958

"Micheline endormie"
("Micheline addormentata")
matita su carta, 1975

"Nu assoupi"
("Nudo assopito")
olio su tela, 1980

Con questi dipinti Balthus, vuoi candidamente vuoi provocatoriamente, pose la pura e semplice realtà di fronte alla morale di certe coscienze, che possono talora avere reazioni conflittuali, tra l'Io e il Super Io.

"Tutti sono eccitati perché puoi vedere le mutande delle ragazze... Il problema è nelle bramosie e negli interessi dell'osservatore, non le mie."


"Thérèse rêvant"
("Thérèse sognante")
olio su tela, 1938


Nicholas Fox Weber, un biografo, era un estimatore di Balthus fino a quando non cominciò a dipingere nudi adolescenziali, momento dal quale gli tolse quasi la parola.
Weber realizzò in seguito una biografia di Balthus molto aspra, in cui cerca di psicanalizzare il pittore attraverso le sue opere con l'unico scopo di dimostrare quanto fosse un bugiardo, un lussurioso e un sadico narcisista.
Weber, da canto suo, usa appellativi spregevoli per descrivere le ragazze dipinte da Balthus, di certo più adatti a un maschilista misogino o a un sessuofobo, oppure, paradossalmente, a un sessuomane.

"Una puttanella sfinita e logora", "una zoccola stizzita", Weber a proposito di "Alice dans le miroir".


"Alice dans le miroir"
("Alice nello specchio")
olio su tela, 1933


Balthus, durante la sua lunga vita, ha realizzato circa 350 opere e migliaia di disegni, a cui si dedicava con rara cura, portando avanti l'esecuzione di molti quadri per anni, fino a quando sentiva che nulla poteva essere modificato.
Visse buona parte della sua esistenza in ritiro al Grand Chalet di Rossinière, in Svizzera, dipingendo aiutato dalla sua consorte Setsuko, con la figlia Harumi e insieme ai suoi amati gatti.

Al suo funerale parteciparono tantissimi ammiratori e personaggi famosi. Il presidente francese Jacques Chirac disse di aver appreso della morte di Balthus con particolare commozione, aggiungendo che "Balthus si dedicò interamente alla sua arte, la quale voleva rendere senza tempo" e descrivendolo come "uno dei più eminenti artisti dei suoi tempi".


La scelta di Jizaino

Ritengo questo dipinto uno dei più significativi dell'esclusiva ricerca di Balthus, con la quale volle catturare il tempo della transizione, quel momento in cui la cognizione della bellezza prende forma, diventa consapevole. Balthus difese con forza e senso artistico il diritto di rappresentare la nudità a prescindere dal vizio del moralismo e del peccato. La sua pittura risolve una transizione epocale, un anello mancante che congiunge antico e moderno: in un periodo in cui il figurativo tradizionale era stato accantonato, ha saputo mantenere vivo l'amore per i grandi classici, ai quali seppe dare nuova linfa.



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