Magritte - Il mistero della natura
Grande evento milanese dedicato al Maestro del Surrealismo

recensione di Jizaino, 3 gennaio 2009


"Magritte - Il mistero della natura"
Centodieci dipinti a olio, gouaches e sculture, ripercorrono la vicenda artistica del maestro belga del Surrealismo e il suo approccio al tema della Natura.
Palazzo Reale - Piazza Duomo, 12 - Milano
dal 22 novembre 2008 al 29 marzo 2009
orari: martedì - domenica 9.30-19.30, lunedì 14.30-19.30, giovedì 9.30-22.30
ingresso: intero €9, riduzioni per gruppi, bambini e altre categorie
http://www.mostramagritte.it/[]>


La mostra

"Il mistero è la banalità che accomuna tutte le cose", René Magritte, 1955


Appena entrati a Palazzo Reale si incontra, attualmente soffocata da paratie per ristrutturazioni, una ricostruzione a pannelli sagomati del celebre dipinto "L'Empire des Lumieres" (L'impero delle luci) del 1961, opera ovviamente presente in mostra.


"L'Empire des Lumieres", 1961

Le sale della mostra sono ottimamente illuminate, i dipinti e i cartellini didascalici sono ben presentati; i vetri di protezione, quando presenti, sono di ottima qualità antiriflesso.

Molte delle opere presenti provengono da collezioni private, rendendo la mostra un'ottima occasione per conoscere opere dell'Artista poco note.
Il percorso si sviluppa con un discreto ordine stilistico. Una delle prime opere che si incontrano è "Personnage meditant sur la folie" ("Personaggio che medita sulla follia"). L'opera è molto significativa, in quanto sembra dare inizio al discorso surrealista di Magritte: un uomo sussurra qualcosa davanti al nulla con quell'atteggiamento tipico della follia di chi conversa con la propria coscienza.


"Personnage meditant sur la folie", 1928

In una delle prime sale si possono visionare alcuni lavori in stile futurista-precisionista risalenti agli esordi: Magritte in gioventù si occupò di illustrazione pubblicitaria. Lo stile per cui Magritte è conosciuto dalla maggior parte delle persone è quello surrealista, ma l'Artista si è avvicinato a diversi movimenti: in primis si ispirò al padre della pittura metafisica Giorgio De Chirico.

Nonostante l'arte di Magritte sia oltremodo conosciuta e assimilata dall'immaginario collettivo, questa mostra offre un'ottima panoramica sulle molteplici espressioni dell'Artista, evitando di presentare opere troppo note: in questa occasione non troverete l'abusata pipa di "La trahison des images".
Il tema della natura è il filo portante per cui sono state selezionate le opere. Effettivamente la natura è l'elemento che Magritte contrappone alla società umana e le sue aberrazioni cognitive. L'esperienza sensoriale umana è una visione parziale sulla realtà cosmica, e Magritte la rappresenta con silhouette che ritagliano nelle pareti e nei sipari della mente umana scorci sulla realtà della Natura.


"L'homme et la forêt", 1964-65
(L'uomo e la foresta)


Un'ampia sezione della mostra è dedicata al periodo impressionista degli anni '40, in cui l'Artista accostò i suoi temi a una resa cromatica sgargiante e solare, dalle pennellate voluttuose e piene di colore. Magritte adottò questo stile come in segno di ribellione all'occupazione tedesca del Belgio durante la seconda guerra mondiale, rischiando di essere annoverato tra gli "artisti degenerati"; terminato il conflitto tornò al suo stile consueto.

Ma il vero filo portante della mostra, più che la natura, è il mistero: tutta l'opera di Magritte vuole esprimere la profonda imperscrutabilità dell'individuo e la pervadente inconoscibilità della realtà, in quanto vengono visti parzialmente attraverso le finestre della nostra esperienza sensoriale e sottoposti al filtro dei costrutti psichici e preconcetti.

"Le mie opere sono tutte impregnate della certezza che noi apparteniamo di fatto a un universo enigmatico", Magritte, 1958


La mostra, oltre che dipinti e gouache, presenta alcuni cortometraggi realizzati con gli amici, e diverse opere plastiche, tra cui il singolare bronzo "Les travaux d'Alexandre" ("Le fatiche di Alessandro") del 1967, che sarcasticamente rappresenta un ceppo d'albero con ai suoi piedi un'ascia, ma evidentemente tagliato con una motosega.


Un fotogramma di uno dei numerosi cortometraggi visibili alla mostra

Il catalogo (38€) è soddisfacente; si potrebbero comunque desiderare anche degli approfondimenti a lato delle singole opere, perlomeno quelle più significative.


Jizaino -


Leggi anche: breve recensione di Anima dell'acqua a Palazzo Reale nello stesso periodo.