2° Padiglione delle Toilette della Biennale d'Arte di Venezia

recensione di Jizaino, 10 settembre 2013


2° Padiglione delle Toilette
Evento simbiotico della 55ª Biennale d'Arte di Venezia
01 giugno - 24 novembre 2013
Arsenale e Giardini di Venezia
orario: 10.00 - 18.00
chiuso il lunedì

Link permanente: http://tinyurl.com/padiglionet

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recensione completa della: 55ª Biennale d'Arte di Venezia




Presentazione

Non per provocazione o per dileggio.

Il Padiglione delle Toilette è un progetto spontaneo: nessun direttore, nessun curatore, nessuna selezione, nessuna censura.

Leggi per intero l'introduzione al Padiglione delle Toilette.

Come per la prima edizione vogliamo fare un parallelismo tra le opere presenti nel Padiglione delle Toilette e quelle annoverate negli annali dell'arte moderna e contemporanea; anzi, questa volta proprio con una delle opere presenti alla 55ª Esposizione Internazionale d'Arte: uno dei disegni dall'Album di Leningrado di Evgenij Kozlov.

evgenijkozlov.jpg
Evgenij Kozlov, disegno dal "Leningrad Album"




Recensione

Per questa edizione sono stati presi in esame la quasi totalità dei servizi igienici, sia all'Arsenale che ai Giardini; la visita di tutti i locali espositivi è un impegno considerevole che si assomma alla già enorme offerta della Biennale; pertanto ripetiamo l'invito ai lettori che vogliano visitare questa o le prossime edizioni di contribuire con i propri reportage fotografici.

Come per la prima edizione, vengono prese in esame solo quelle espressioni che si possono considerare artistiche o che sono correlabili ai contenuti della Biennale o che più in generale riflettono l'attualità della società contemporanea; pertanto vengono tralasciate messaggerie personali, slogan calcistici o partitici.

In generale la cifra espressiva rimane immutata rispetto alla precedente edizione: ciò è sinonimo di una spontaneità tecnica che va tutta a vantaggio del contenuto.

Diversamente dalla prima edizione, non sono presenti citazioni evidenti alle opere o ai temi proposti dalla Biennale o all'operato di curatori e artisti: forse è un indizio che questa 55ª Esposizione Internazionale d'Arte non ha suscitato entusiasmo nel pubblico, oppure potrebbe essere il sintomo di uno scollamento, una distanza che ha generato incomprensione. L'unico commento alla Biennale è una sottile critica in tono scherzoso.

Anche quest'anno le tecniche predominanti sono il pennarello e la biro (che però sembra aver superato la monocromia del nero), oltre agli adesivi. Gli artisti che hanno lasciato il proprio intervento sono in larga parte anglofoni o francofoni: segno di globalizzazione o carenza di turismo extraeuropeo? Questi manifestano una maggiore attenzione per il disegno, mentre le presenze italiane sono quasi tutte incentrate sullo slogan.

Tutte le opere presenti nella precedente edizione non sono più presenti: ciò significa che il servizio di ripristino dei locali è quest'anno ben funzionante. Il fatto che le opere siano effimere, valorizza il reportage del Padiglione delle Toilette per la sua funzione di archivio del pensiero popolare; a questo proposito vogliamo ricordare l'opera dalla precedente edizione “WALLS CAN BE CLEANED, SOCIETY CAN'T” (i muri possono venire puliti, non la società) firmato D. B. Cooper, il famoso dirottatore d'aereo che negli anni '70 riuscì, forse, a farla franca.




Conclusioni

Con questa seconda edizione del Padiglione delle Toilette si profila una coerenza espressiva immutabile, la quale conferma la fondamentale universalità della più intima espressione umana. La diffusa ingenuità stilistica e l'irrilevanza tecnica libera dagli orpelli virtuosistici rivelano la più sincera devozione per il messaggio quale principio e fine della rappresentazione artistica.




Galleria fotografica



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