1° Padiglione delle Toilette della Biennale d'Arte di Venezia

recensione di Jizaino, 19 settembre 2011


1° Padiglione delle Toilette
Evento simbiotico della 54ª Biennale d'Arte di Venezia
04 giugno - 27 novembre 2011
Venezia - Arsenale
orario: 10.00 - 18.00
chiuso il lunedì

Link permanente: http://tinyurl.com/padiglionet

Leggi anche la recensione completa della: 54ª Biennale d'Arte di Venezia




Presentazione

Non per provocazione o per dileggio.

Jizaino presenta la 1ª edizione del Padiglione delle Toilette della 54ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.

L'Arte moderna e quella contemporanea ci hanno ormai abituato a considerare Arte tutto lo spettro dell'espressione umana, in un'ottica di tolleranza, confronto e apertura mentale, cercando anche nelle cose più semplici il senso del mondo che ci circonda e i segni del mondo che sarà.
Il Low-Brow, l'Espressionismo, l'Astrattismo, la Scrittura Asemica, l'Outsider Art e artisti come Dubuffet, Hartung, Cy Twombly, Baumeister e Basquiat ci hanno abituato a immagini in cui il medium espressivo non è la tecnica, bensì il contenuto.


Cy Twombly, "Bolsena", 1969
Olio, gesso colorato e matita su tela, 200 x 240 cm


Pertanto ritengo che, nell'attesa di in warholiano futuro in cui tutti avranno 15 minuti di celebrità, sia il caso di iniziare a puntare una luce (in omaggio al tema ILLUMInazioni proposto dalla 54ª Biennale) su uno dei metodi più genuini con cui l'uomo urbano contemporaneo esprime e comunica ciò che al di fuori dalla protezione della riservatezza è considerato sconveniente: le scritte nei gabinetti pubblici.
In questo senso il Padiglione delle Toilette rappresenta l'ultima frontiera della volgarizzazione, dell'espressione pubblica e dell'individuazione di nuovi tabù.

L'Arte contemporanea comprende anche forme di espressionismo autoreferenziale, cripticismo intimista, minimalismo formale, nichilismo estetico e tutte quelle manifestazioni dell'espressione umana che alcuni, in modo qualunquistico e superficiale, considerano obbrobri.

In effetti, pur ponendosi di fronte all'opera d'Arte con umile curiosità, si deve convenire che alcune forme espressive proposte dalle gallerie d'arte contemporanea sono sovrapponibili a quanto si trova sulle pareti dei servizi igienici pubblici.

L'inaugurazione del padiglione dei Servizi Pubblici della Biennale non ha l'intento di svilire quelle forme d'Arte, ma di puntare una luce sull'espressione popolare che, almeno tanto quanto le prime, ha il merito di essere una delle più vere e democratiche espressioni, in quanto non mediate né da autocensura né da compromessi personali e col mercato.

Siccome questo è un sito dedicato all'Arte, ovviamente sono stati scelti i servizi igienici di una mostra d'Arte.
Il Padiglione delle Toilette non annovera nessuno tra promotori e sostenitori, non ha bisogno di denaro pubblico, non ha bisogno di guardiania; ma è arrivato il momento di dargli pubblica visibilità.
Vedremo se questo esperimento avrà riscontro.

Il Padiglione delle Toilette della Biennale d'Arte di Venezia è di gran lunga il più democratico e libero: nessun direttore, nessun curatore, nessuna selezione, nessuna referenza, nessuna censura e soprattutto è anonimo, se si vuole. Ognuno si può esprimere nella più totale libertà.

Inoltre il Padiglione delle Toilette è una realtà dinamica che evolve senza controllo: ciò che è presente in questa pagina è solo un fotogramma della sua trasformazione nello stato in cui era alla data della recensione, un momento nel suo ciclo effimero scandito dalla rimozione periodica delle scritte o dalle contaminazioni altrui.
Chiunque vorrà inviare materiale fotografico aggiornato sul padiglione potrà farlo con la garanzia dell'anonimato; o anche firmandosi artisticamente.




Recensione

Ovviamente questa recensione prende in considerazione le opere più significative, tralasciando messaggerie e intromissioni partitiche o calcistiche; inoltre è limitata alla visita di un solo gabinetto; si tratta di un'iniziativa sperimentale e si farà una recensione più completa dalle prossime edizioni.

In generale le opere sono ben distribuite, poche le invasioni obliteranti; il formato più utilizzato è quello che occupa uno solo degli appositi spazi definiti dalle mattonelle, ma ci sono anche disegni di maggiori dimensioni e creative reinterpretazioni site specific.

Come prevedibile, Espressionismo e Arte Concettuale dominano questa prima edizione. Incontriamo una voce di protesta contro la Videoarte (di qualcuno che forse ha visto il padiglione italo-latino americano), e un'altra addirittura contro Vittorio Sgarbi.

L'opera qui denominata "13 Dreizen" sembra essere un'estemporanea citazione all'opera "Triskaidekaphobia" di Rosemarie Trockel, esposta all'Arsenale.

Gli artisti in mostra in questa stanza sono principalmente anglofoni, ma vi sono molte partecipazioni italiane, con una discreta presenza di giapponesi e cinesi.

Una delle poche opere datate, quella che testimonia la partecipazione dell'Istituto d'Arte Deruta, pone dubbi sull'esistenza di un servizio di ripristino dei locali espositivi, risalendo alla scorsa Biennale.

L'impatto generale della sala, vista la quasi generale monocromia del pennarello nero, farebbe supporre una concertazione sulle scelte tecniche degli artisti. Speriamo che la prossima edizione sia più variopinta.




Conclusioni

Anche questo padiglione manca di materiale di approfondimento, tranne alcune opere di autopromozione telematica.




Galleria fotografica



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