Artisti robot e robot artisti
Il pantano della tecnica

di Jizaino, 31 luglio 2013


Non è per la tecnica che un Artista dovrebbe essere considerato, ma in primo luogo per ciò che comunica.

La tecnica è solo uno strumento o un abbellimento estetico, ma non è il fine. Quell'artista che fa della tecnica la sua unica forza, dichiara di essere un esecutore, un artigiano, un manovale, una macchina: è un artista robot.
Ma arriverà presto il momento, scusate il bisticcio etimologico, dell'arte artificiale. Allora orde di robot artisti potranno sfornare contenuti stilisticamente artistici senza sosta e di varietà infinite, anche on demand, su misura e in tempi minimi. L'artista robot sarà sostituito direttamente dall'acquirente, ossia il committente, mentre il robot artista sarà il realizzatore d'opera. Allora chi cercherà più gli artisti robot, che in paragone saranno solo maldestri ed esosi emuli delle ben più perfette macchine?

Guardate gli acerbi prodigi di questo robot pittore denominato e-David:


edavid1.jpgedavid2.jpgedavid3.jpg
Alcune opere realizzate dal robot e-David

http://www.informatik.uni-konstanz.de/en/edavid/paintings/

Quest'applicazione robotica potrà sembrare anche ridondante in quanto emula quanto già fanno i pittori in carne e ossa, ma dobbiamo valutare le potenzialità economiche al progredire della tecnologia, ma soprattutto, già dai pochi esempi sperimentali, possiamo intravvedere e immaginare nuove possibilità che una persona potrebbe raggiungere con estrema difficoltà, in tempi e a costi eccessivi.
Un artista potrà altresì avvantaggiarsi di un robot artista, ma ovviamente ciò che proporrà al pubblico non sarà più l'opera tecnica, bensì solo quella intellettuale, come dovrebbe succedere da sempre per tutti quegli artisti che affidano la realizzazione delle proprie idee a manovalanza specializzata, cosa che a mio parere è comunque disdicevole da un punto di vista etico.

Perseguire la tecnica porta a diventarne dipendenti, nella perenne rincorsa al superamento per non essere esclusi. Invece l'Arte è libertà di pensare, dire e fare, derivando etimologicamente dalla radice ariana ar che significa andare, muovere, agire; l'ossessione per la tecnica è solo un pantano che limita la libertà.

Oggi, col supporto della tecnologia, quasi tutti si possono vantare di avere attitudini artistiche, credendo erroneamente che saper eseguire tecnicamente un'opera sia il fine. Ma manca la motivazione che spinge a esprimersi, dopotutto anche gli animali possono imparare a disegnare.



Confrontarsi tecnicamente con macchine da noi stessi progettate per superare le nostre possibilità non ha alcun senso, oltre che essere una partita persa. È il caso del gioco degli scacchi, in cui i computer, programmati da persone, hanno definitivamente sbaragliato le possibilità degli esseri umani, i quali hanno recentemente rinunciato, intelligentemente, a confrontarsi ancora con essi.
La differenza tra la mente umana e il computer è che la prima è incline all'errore, usato come geniale scintilla creativa. Nell'infallibile computer si potrebbe emulare anche questa caratteristica, ma esso resterà sempre una macchina programmata per emulare, mentre il mistero metafisico della mente umana è il libero arbitrio, anche a costo di sbagliare. Questo in sintesi è il fine: libertà, l'essere si distingue perché è libero, non è una macchina o un esecutore d'opera. Preoccuparsi della tecnica limita le possibilità d'azione ed eventualmente può rendere obsoleti.

Meglio occuparsi del proprio pensiero e di mantenerlo libero, ascoltare la propria indole e venire eventualmente apprezzati per quella, sia che si manifesti tramite azioni artistiche o no.


Jizaino -