Mondo ignavo
Quanti spettatori vanno oltre l'apparenza?

di Jizaino, 10 ottobre 2007


Ammettiamolo: sembra che il pubblico a una galleria d'Arte non si soffermi mai per approfondire i contenuti delle opere. Eppure l'Arte è lì anche per questo; o forse ormai siamo in un'epoca in cui vale solo l'apparenza e il valore di un'opera è solo quello di investimento economico o di arredo della propria casa?

Perché la gente non si sofferma, non approfondisce? L'Arte, quella che secondo me è degna dell'iniziale maiuscola, ha anche il compito di portarci nuovi orizzonti, di farci pensare e interagire intellettualmente.
Non è l'unico scopo, certo, ma secondo me uno dei primari.

Il segno dei tempi moderni? La gente non ha tempo, sente di non avere tempo, sente di dover correre freneticamente, di inseguire qualcosa di irraggiungibile, perennemente e senza sosta. "Chi si ferma è perduto" o "il tempo è denaro" saranno gli epitaffi che scriveranno sulla lapide di quest'epoca?

Ora mi sovviene quella visione dell'Inferno di Dante Alighieri in cui gli ignavi, per punizione, corrono per l'eternità dietro a uno straccio usato da stendardo. Il supplizio riservato da Dante agli ignavi è quello di inseguire un "ideale inutile", rappresentato da un cencioso e logoro vessillo.

Non intendo dire che la gente d'oggi soffra di pigrizia, anzi, il contrario; perché si trova a vivere la stessa situazione dei dannati della Divina Comedia, ma subisce il supplizio nella vita terrena senza essere mai stato peccatore.

Infatti il motivo per cui il pubblico non si sofferma davanti a un'opera non è la pigrizia, tuttaltro: si tratta di una frenesia per qualcosa di intangibile, di ignoto.
Ovviamente cercare uno scopo, avere un traguardo, è lecito e necessario; però la frenesia di perdere la possibilità di trovarne uno migliore, impedisce di soffermarsi a valutare bene tutte le possibilità.

Moralmente non penso che si possano accusare le persone di ignavia, siccome, se mai, sono le vittime di questa frenesia. Un ignavo è uno che si crogiola nella propria pigrizia; potremmo definirlo un qualunquista, un superficiale. Invece questa condizione dell'uomo contemporaneo penso sia indotta dalla grande diffusione di opinioni interessate dell'economia.
In parole povere diciamo che molti non sanno più che pesci prendere, sono in balìa della confusione più totale.

Queste persone di fronte a un'opera d'Arte non si soffermano perché sono confuse e alla ricerca di qualcosa che riescano a riconoscere facilmente e gli diano un minimo di sicurezza, ovvero un'opera che sia immediata, di facile comprensione.
Evidentemente la loro mente è sovraccarica e risponde solo a ciò che corrisponde agli engram più tenaci (i ricordi mnemonici immagazzinati inconsciamente o in modo coatto); risponde solo a ciò che non la sovraccarica ulteriormente.

Questa è solo un'analisi, non una conclusione.

Jizaino -