Arte Curatoriale

Il ruolo del curatore di mostre d'arte

di Jizaino, 22 novembre 2016




Colgo l'occasione dell'ennesima censura praticata dal sito Exibart per scrivere questo breve articolo, riportando ciò che avevo inserito come commento a un loro articolo intitolato "La fine del curatore" ¹.

Quell'articolo, visibile a http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=51434, riporta casi di obsolescenza della figura del curatore di mostre d'arte, auspicandola con piacere.

Ma il curatore è in realtà un altro artista, pratica l'arte della curatela, l'Arte Curatoriale, la quale consiste, o perlomeno dovrebbe consistere, nel comunicare concetti o sentimenti utilizzando le opere degli artisti per cui si cura una mostra. L'artista curatore si esprime, così come si esprime l'artista che si appropria delle opere altrui, in particolar modo similmente al collage o all'objet trouvé.
Una mostra collettiva pensata da un curatore è praticamente un "collage concettuale"; pertanto il curatore dovrebbe essere incluso nella stessa lista di artisti partecipanti. In quest'ottica, anche una mostra personale, con un solo artista e un curatore che svolge il suo compito, in realtà dovrebbe essere considerata sempre una bi-personale.
Ma siccome il compito principale del curatore è di tipo organizzativo, il ruolo del curatore è assimilabile al quello del regista cinematografico, per questo motivo lo si elenca a parte e gli si conferisce maggiore importanza.
Eppure il curatore si occupa molto spesso di tanti altri aspetti di una mostra: concepimento, immagine, logistica, relazioni pubbliche e ufficio stampa, tanto che mortificarne l'importanza è palesemente ingiustificabile.

Concordo ovviamente con l'interscambiabilità dei ruoli, ossia che il curatore può essere certamente sostituito da un artista, in quanto chiunque abbia un po' di sensibilità e intelligenza può fare il curatore così come può fare l'artista, ma allo stesso modo anche un curatore può essere un artista, anzi, come sostengo, lo è.

Ma vediamo di capire le ragioni di questa tendenza ad abolire i curatori dando luogo a mostre organizzate dagli stessi artisti: in realtà è motivata solamente dalla crisi economica; se vivessimo tempi meno instabili fiorirebbero questa e altre ancor più specifiche mansioni, ognuna focalizzata allo svolgimento di un ruolo nel complesso e impegnativo compito di organizzare una mostra d'arte.

Quindi, se qualcuno sminuisce l'importanza dei curatori, questi potranno invece imporsi maggiormente salendo sullo stesso podio degli artisti, perché non esiste alcuna inclinazione personale per l'espressione artistica sacrificabile in nome del profitto: sarebbe come dire che solo gli artisti affermati hanno diritto d'esistere.

Infine, l'abolizione del curatore, magari soppiantato dal tanto democratico quanto materialistico social network, è un altro aspetto del processo che vorrebbe relegare l'arte e gli artisti al desolante ruolo di merce al solo cospetto degli acquirenti, isolandoli in un totalitaristico binomio artista-mercato, dove si esiste solo in funzione del profitto che si produce; un democratico e anonimo mondo di persone-oggetto che si relazionano a suon di like.


Nota:

¹ Non si capisce cosa ci sia stato di tanto indesiderabile nel mio commento, ma questo è solo uno dei tanti che Exibart ha rifiutato di pubblicare. Il sito Exibart.com è da sempre noto per praticare una censura apparentemente capricciosa che non trova alcuna spiegazione se non quella di sostenere una politica precisa e autoritaria, ma allora perché concedere l'opportunità di lasciare commenti se poi non si accettano opinioni discordi? Tant'è che in passato (ancor prima che la loro redazione si ammutinasse in massa per andare a formare Artribune.com, che però ne ha in un certo modo ereditato l'attitudine) hanno visto volatilizzarsi in brevissimo tempo la fervida comunità che partecipava al loro forum a tema libero, perché stufa delle immotivate e continue censure.


Jizaino -