Teleobiettivo e accidia
Sull'uso creativo degli obiettivi fotografici telescopici

di Tepes, 4 agosto 2007


A volte può capitare di notare quelle persone, probabilmente turisti, che girano per le strade di placidi paesini con appeso al collo la macchina fotografica munita di un enorme e pesante teleobiettivo, come se dovessero accingersi a riprendere lo scatto di un ghepardo in un safari fotografico o chi sa quale altro avvistamento clamoroso.

Ho scoperto che esiste un rapporto direttamente proporzionale tra l'obesità del fotografo e la lunghezza focale dell'obiettivo solitamente usato. Studi clinici hanno confermato che l'utilizzo di teleobiettivi, specialmente di tipo zoom, sono la causa principale di sovrappeso, obesità, malattie circolatorie e cardiache dei fotografi. A conferma di ciò è da notare che al contrario i fotografi magri preferiscono gli obiettivi grandangolari.
Ovviamente sto scherzando, ma non troppo.

Tutti certamente sanno che un teleobiettivo fotografico avvicina i soggetti lontani. Ma se questo è il solo motivo per cui ne avete uno, allora buttatelo, perché siete semplicemente dei pigri!

O popolo di fotografi sfaticati! Muovete le gambe, fatevi coraggio, saltate nel cerchio di fuoco e affrontate il vostro soggetto da vicino, raggiungetelo e fotografatelo con un obiettivo normale!
I più grandi fotografi hanno sempre realizzato i propri capolavori stando a diretto contatto della scena, anche in presenza del pericolo.
Diventate voi stessi l'obiettivo tele e zoom più potente che sia mai esistito!


In ambito artistico l'uso del teleobiettivo è determinato in primo luogo da una scelta creativa.

Si, certo: il teleobiettivo permette di fotografare da vicino quei soggetti altrimenti impossibili da raggiungere fisicamente, come ad esempio un'aquila nel nido, la privacy di un noto personaggio, la luna in cielo, gare sportive o le fiamme di un incendio. Però, a parte queste particolari necessità, talvolta l'uso del teleobiettivo è sinonimo solo di pigrizia. Ovviamente se per voi la pigrizia è uno stile di vita, allora potete anche non leggere questo articolo.
Ma se non avete idea di cos'altro comporta fotografare con un teleobiettivo, allora questo articolo vi potrà interessare.

Innanzitutto chiariamo cos'è un teleobiettivo. Alcuni fanno confusione con gli obiettivi "zoom", pensando che essi sono dei teleobiettivi: non necessariamente; "zoom" non vuol dire "tele", bensì definisce un'ottica di focale variabile. La maggioranza di noi, col verbo "zoomare", intende avvicinarsi al soggetto ingrandendolo con l'obiettivo; invece zoomare significa, più precisamente, variare la focale, quindi anche il contrario che ingrandire, ossia zoomare verso il grandangolo. In sintesi esistono obiettivi zoom anche grandangolari o normali (medi).

Si definisce medio o normale quell'obiettivo che ha proprietà ottiche simili a quelle dell'occhio umano, e pertanto restituisce immagini verosimilmente normali.

La caratteristica del  teleobiettivo è quella di avere una lunghezza focale più o meno superiore ai 100 mm (per il formato oggi più diffuso: il fotogramma da 35mm). Ovviamente il tele può essere anche zoom, ossia con focale variabile, per esempio 80-200mm, 100-300mm, 200-600mm. Esistono focali anche superiori ai 1000mm: enormi, ingombranti, pesanti e costosissimi obiettivi per professionisti (quelli che vedete usare dai fotografi sportivi per esempio).

L'uso del teleobiettivo potrebbe sembrare solo una questione di comodità, ma non è così. Le foto ottenute con i teleobiettivi sono molto diverse da quelle ottenute con un obiettivo normale, e ancora diverso è il grandangolare. Saper sfruttare le caratteristiche dei vari obiettivi significa saper manipolare creativamente la scena da fotografare.

I teleobiettivi hanno delle peculiarità che influiscono sull'aspetto delle fotografie; queste peculiarità possono essere sfruttate creativamente oppure possono rendere brutte le fotografie. Vediamo quali sono.


Compressione dei piani

La prima grande differenza rispetto all'obiettivo definito "medio" è la compressione dei piani.
I vari piani prospettici di una foto realizzata con un teleobiettivo vengono tutti ravvicinati l'uno all'altro.

Facciamo un esempio: vogliamo fotografare una scena con un uomo in primo piano e un altro lontano; nella foto realizzata con un obiettivo medio, quello lontano sarà più piccolo di quello vicino; invece nella foto realizzata con un tele la differenza di dimensioni tra i due sarà minore; questo effetto sarà tanto più forte quanto più lunga è la focale del teleobiettivo.
Gli obiettivi con le focali più lunghe, oltre i 500mm quasi annullano le distanze tra i vari piani, rendendo la foto molto piatta, quasi assonometrica.
Più avanti nell'articolo trovate alcune immagini esplicative.

Viene da sé che questo appiattimento dei piani può essere un grande mezzo espressivo se usato con criterio, ma può rendere una foto orrenda quando non usato consapevolmente.


Sfocatura dello sfondo

In modo strettamente collegato all'effetto della compressione dei piani, anche la sfocatura tra i vari piani di messa a fuoco è tanto maggiore quanto più lunga è la focale del teleobiettivo.

Molti sanno che in base all'apertura del diaframma si può sfocare lo sfondo dietro a un soggetto messo a fuoco in primo piano. Con un teleobiettivo questa sfocatura è molto più pronunciata, tanto da rendere spesso difficile la messa a fuoco dello stesso soggetto che si vuole lasciare nitido. Mettere a fuoco con teleobiettivi estremamente lunghi può essere molto difficile.

Anche la sfocatura dei piani è una tecnica espressiva che normalmente viene impiegata per dare risalto al soggetto, separandolo dal contesto. Se abbiamo intenzione di realizzare fotografie con tutti i soggetti a fuoco, allora il teleobiettivo non è praticamente utilizzabile; ossia i teleobiettivi hanno una profondità di messa a fuoco limitata, ovvero selettiva.
Nelle immagini di esempio potete constatare anche questo aspetto.

Inoltre c'è un particolare tipo di teleobiettivo, denominato catadiottrico, che rende alle sfocature dei piani un certo aspetto, che è ben visibile quando ci sono dei punti di luce nella scena: queste risultano sfocate come tanti anelli o circoletti. Anche questi teleobiettivi possono essere utilizzati creativamente, ma il motivo principale per cui vengono costruiti è perché hanno un peso e un ingombro quasi dimezzato rispetto a quelli tradizionali, e spesso questa loro peculiarità di aberrare la sfocatura è considerata da molti fotografi un difetto inaccettabile.


Esempi di compressione e sfocatura dei piani

Sono state fotografate cinque stampe poste in piedi su un tavolo e messe in fila a circa mezzo metro di distanza una dall'altra. Le lunghezze focali sono inerenti al classico formato 35mm.

800mm
Teleobiettivo da 800mm

Le stampe hanno dimensioni simili.
La messa a fuoco è solo sulla chiesa.
Le stampe sembrano molto vicine tra loro.



400mm
Teleobiettivo da 400mm

Le stampe cominciano a differenziarsi nella dimensione.
L'albero e i palazzi sono un po' più nitidi.




140mm
Teleobiettivo da 140mm

La differenza di dimensioni aumenta.
La messa a fuoco è più ampia.
I soggetti vicini tendono a non sovrapporsi più a quelli dietro.



50mm
Obiettivo normale da 50mm (medio)

Questo è ciò che più o meno vede l'occhio umano.





28mm
Obiettivo  grandangolare da 28mm

Le dimensioni delle stampe sono ora molto diverse.
La messa a fuoco copre quasi tutto.
I soggetti più vicini si scostano lateralmente.
La sensazione di distanza tra le stampe è più forte.



Prospettiva atmosferica

Prospettiva atmosfericaInoltre c'è un'altro fattore da tenere in considerazione quando si utilizzano i teleobiettivi: la cosiddetta prospettiva atmosferica, ossia quello sbiadimento dei soggetti lontani causato dalla cattiva visibilità.

Avrete certamente notato che un monte all'orizzonte è solitamente più sbiadito rispetto a uno vicino; ciò è causato dal vapore acqueo o altre particelle sospese nell'atmosfera, i quali limitano la visibilità man mano che i soggetti sono più lontani.

Perciò se fotografiamo un soggetto da una distanza maggiore, grazie a un teleobiettivo, questo fenomeno sarà più visibile.
Ovviamente questo effetto può essere gradito o indesiderato, dipende dal vostro intento espressivo: se volete colori saturi e brillanti ma il cielo non è perfettamente terso, allora è meglio evitare di utilizzare teleobiettivi molto potenti, preferendo avvicinarsi al soggetto. Al contrario se volete ottenere un effetto pastellato si può considerare l'uso del teleobiettivo in una giornata particolarmente umida e nebbiosa.

Tepes -