Come fotografare un dipinto
Bastano pochi accorgimenti

di Tepes, 5 febbraio 2008


Talvolta ci si accorge che i dipinti non risultano altrettanto belli quando vengono riprodotti in fotografia.
Di certo la riproduzione fotografica non può assolutamente catturare tutte le caratteristiche fisiche che un dipinto può offrire ai sensi, ma vediamo com'è possibile ottenere una rappresentazione coerente a quanto si osserva dal vivo.

Nel mondo dell'editoria la riproduzione di un'opera d'Arte richiede molto impegno e parecchi investimenti. Esistono aziende che hanno effettuano estensiva ricerca sul colore e i metodi di riproduzione tipografica, e che si sono specializzate nel settore delle Belle Arti.

Gli strumenti utilizzati in questo campo sono anche molto costosi: scanner ad alta risoluzione e grande formato, sonde colorimetriche, stativi repro-fotografici corredati di specifica illuminotecnica, eccetera.

Eppure, basta conoscere alcuni semplici accorgimenti per poter riprodurre fotograficamente un dipinto senza particolari e costosi strumenti.

Un dipinto è sostanzialmente una immagine quasi bidimensionale; quasi, perché la sua superficie talvolta non è perfettamente liscia, in quanto la pennellata o la stessa trama della tela gli conferiscono caratteristiche volumetriche che modulano brillantezza e riflessi. Ovviamente questa considerazione non si applica a una stampa su carta liscia.

A mio parere, nel caso di opere (sia dipinti che stampe) di dimensioni non eccessive, la soluzione migliore per riprodurle, in un rapporto costo-qualità, è quella della scansione con un semplice scanner piano; lo scanner, almeno fino a un certo livello, riesce anche a far percepire quelle caratteristiche di superficie quali le asperità.
Ovviamente è necessario che le dimensioni dell'opera rientrino nel formato dello scanner. Ricordo che il formato più comune, l'A4, ha una superficie di circa 21 x 30 cm, mentre un più costoso A3 ha una superficie doppia, ossia circa 30 x 42 cm, e un poco economico A2 misura circa 42 x 60 cm, e via dicendo con i formati A1 e A0, dal costo e dimensioni adatte a un laboratorio specializzato.

Se invece l'opera è troppo grande per il vostro scanner, allora possiamo utilizzare una macchina fotografica, ma in questo caso sono necessari alcuni accorgimenti.

Cavalletto - Utilizzate sempre un cavalletto. Spesso si ha la necessità di scattare la foto al quadro già appeso in galleria, e quasi sempre non vi è luce a sufficienza e la foto risulta mossa, pertanto portatevi un cavalletto. Si può optare per l'uso di una sensibilità ISO più alta, ma in questo caso si va incontro a un degradamento della qualità e in alcuni casi anche del colore.
Se il tempo di scatto sarà lungo, ma più breve di uno o due secondi, allora è meglio anche dotarsi di un cavo di scatto o un telecomando. Anche lo scatto ritardato della fotocamera potrà essere utile per evitare di muoverla al momento dello scatto.

Obiettivo - Non utilizzate obiettivi grandangolari, che talvolta deformano le linee dritte o possono causare sfocature agli angoli; è meglio utilizzare  un medio-tele o un normale (focale media), scattando la foto da opportuna distanza.
I teleobiettivi, proporzionalmente alla lunghezza focale, possono generare foto mosse con maggiore facilità, pertanto si consiglia di usarli col cavalletto.

Illuminazione -  Se possibile è necessario fotografare l'opera in un ambiente adatto: la luce migliore è quella naturale, proveniente da una finestra, anche se poca; nel caso è sempre meglio usare un tempo lungo con cavalletto, che accendere una lampada. L'illuminazione ideale è quella del sole filtrata da tende diafane e bianche, che diffondono uniformemente la luce nell'ambiente. Anche la luce riflessa da una parete bianca sarà di tipo diffuso, ideale per questo genere di foto.
Per chi ne fosse provvisto, è possibile fotografare il dipinto anche con l'uso di un flash munito di filtro diffusore, che ne smorza la potenza diffondendola; il filtro è solitamente un cappuccio o un disco di materiale bianco e traslucido. Invece non è possibile usare il flash senza filtro diffusore, siccome genera riflessi estremi sul dipinto.

Angolazione e superficie - Se possibile è meglio piazzare il dipinto sopra un cavalletto e spostarlo in un punto della stanza dove la luce arrivi sulla superficie con un'angolazione adeguata: essa dev'essere uniforme e non deve creare abbagliamenti e riflessi; una certa angolazione radente può eventualmente valorizzare la matericità del dipinto.
Si sconsiglia vivamente di fotografare quadri col vetro, ma in tal caso può essere necessario spostarsi fisicamente in modo da non comparire nel riflesso; successivamente si dovrà però ricorrere al fotoritocco per correggere la deformazione prospettica causata dall'angolazione.

Fedeltà dei colori -  Usando la luce solare non si incorrono molti problemi.
Con le fotocamere digitali è sempre bene effettuare il bilanciamento del bianco (vedi il successivo paragrafo).
Se invece usate le pellicole fotografiche, queste sono in maggior parte tarate per la luce solare a mezzogiorno, per cui nel caso di foto realizzate al tramonto o all'alba queste tenderanno ad assumere sfumature più calde; in questi casi potete usare appositi filtri di correzione, che esistono anche per le luci artificiali, disponibili nei negozi di fotografia specializzati.

Bilanciamento del bianco - Sia che scattiate la foto con luce naturale o artificiale (neon, lampadine a incandescenza, eccetera) è bene prima di tutto calibrare il punto di bianco.
Per fare ciò dovrete disporre di una fotocamera che lo permette; il bilanciamento automatico, specie con macchine non professionali o in presenza di luce artificiale, spesso non è affidabile, pertanto effettuate il bilanciamento manuale.
Il bilanciamento manuale si ottiene, dopo aver selezionato la relativa opzione della fotocamera, inquadrando una superficie bianca (per esempio una parete) o perlomeno un grigio neutro (ossia senza tendenze cromatiche: giallastro, rosato, eccetera) e scattando, in tal modo la fotocamera scatterà le foto successive in base a quel punto di bianco neutro.
Se non ci sono superfici bianche cercate un pezzo di carta candida e inquadratela sotto la luce.
Per il resto la fedeltà dei colori dipenderà anche dalla fotocamera, nel caso sia digitale, o dalla pellicola usata.

Ricordando questi piccoli accorgimenti non si otterrà una fotografia assolutamente fedele all'originale, ma di certo all'altezza nella maggior parte dei casi.

Tepes -