Uno sguardo nell'invisibile
De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus e altri maestri intorno alla Pittura Metafisica

recensione di Jizaino, 19 aprile 2010


"De Chirico Max Ernst Magritte Balthus - Uno sguardo nell'invisibile"
Palazzo Strozzi - Piazza Strozzi - Firenze
dal 26 febbraio al 18 luglio 2010
orari: tutti i giorni 9.00-20.00, giovedì 9.00-23.00
ingresso: intero €10, ampia varietà di riduzioni
http://www.dechiricoafirenze.it/[]>
http://www.palazzostrozzi.org/[]>



Giorgio de Chirico,  Autoritratto, 1911
Olio su tela, 72,5 x 55 cm



Breve resoconto

Questo è un succinto resoconto, siccome è superfluo scrivere su questa mostra che viene ampiamente approfondita dal sito ufficiale della mostra[]> e il sito di Palazzo Strozzi[]>.

Questa esposizione offre una vasta panoramica sul contesto artistico degli inizi del secolo scorso, che fu influenzato da Giorgio de Chirico e la sua Pittura Metafisica.

La mostra è, come dovuto in una città internazionale come Firenze, sia in italiano che in inglese. È molto istruttiva: ci sono molti testi da leggere lungo il percorso, ampie didascalie descrittive (seppur mancanti delle dimensioni delle opere) e approfondimenti per ogni opera. Il percorso è ben congegnato, coerente ma anche esauriente.

Nel titolo della mostra campeggiano i nomi dei grandi maestri Giorgio de Chirico, Max Ernst, René Magritte e Balthus, ma sono esposte in numero equilibrato anche opere di Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Arturo Nathan, Pierre Roy, Alberto Savinio (nome d'arte del fratello di Giorgio de Chirico) e Niklaus Stoecklin.

Le opere esposte sono un centinaio, tutte di ottimo livello e importanza. Sono presenti diversi disegni e studi di de Chirico e grafiche di Ernst. La mostra è suddivisa in otto locali e relative sezioni tematiche.

Diversi eventi collaterali e attività didattiche, anche per bambini, completano questo importante evento, rendendolo un encomiabile esempio di divulgazione dell'Arte.


Max Ernst
"L'enigma", ante 1942
Matita e carboncino su carta

Giorgio de Chirico
"Tempio nella stanza", 1928
Olio su tela, 117 x 89,5 cm

René Magritte
"La condizione umana", 1933
Olio su tela, 100 x 81 cm


Giorgio Morandi
"Natura morta", 1919
Olio su tela, 59,5 x 60 cm

Arturo Nathan
"Statua solitaria", 1930
Olio su tela, 73,5 x 86 cm


Pierre Roy
"Pot-au-feu", 1934
Olio su tela, 59 x 71,5 cm

Alberto Savinio
"La nave smarrita", 1928
Olio su tela, 82 x 66 cm

Niklaus Stoecklin
"Manichino per parrucche (con pera-salvadanaio)", 1929
Olio su tela, 47 x 38 cm


Perché visitare fisicamente le mostre d'Arte

I due siti sopra menzionati sono eccellenti e permettono di scaricare anche parecchie immagini ad alta risoluzione delle opere. Sono presenti molti testi e approfondimenti, dei video e la possibilità di visitare virtualmente le stanze della mostra grazie a panorami a 360° interattivi.
Con siti così esaustivi e multimediali viene da chiedersi se sia ancora necessario visitare fisicamente, e pagare, una mostra. A mio parere, si: sebbene amo in primis il messaggio concettuale e analizzare un'opera metafisicamente, sostengo anche che un'opera debba sempre essere vista anche (o meglio, prima) fisicamente.
Spesso ci facciamo un'idea errata di un'opera vista solo come immagine o riproduzione.
Un'opera dev'essere contemplata nella totalità, come era stata pensata e realizzata dall'Artista: le dimensioni, la materia, la superficie sono anch'essi degli elementi di comunicazione, in un certo senso possono essere elementi sintattici del contenuto intellettuale.
Soprattutto chi apprezza la tecnica pittorica di per sé, saprà bene che vedere dal vero le sperimentazioni pittoriche di Ernst o la matericità di Carrà e Balthus, è molto importante.
Anche i segni del passare del tempo, a mio parere, aggiungono pregio all'aspetto di un'opera, e nel caso della Pittura Metafisica sembrano compiere la visione degli autori.


Max Ernst
"Alberi minerali-alberi coniugali" (dettaglio), 1940
Olio su tela, 46 x 55 cm

Carlo Carrà
"Il gentiluomo ubriaco", 1916
Olio su tela, 60 x 45 cm

Vedere dal vero "Le passage du Commerce-Saint-André" di Balthus, non è di certo riproducibile da una semplice immagine: l'opera è monumentale, una tela di grandissime dimensioni che rende imponenti i soggetti in essa rappresentati.
La visione dal vero di quest'opera vale da sola la visita a questa mostra.


Balthus
"Le passage du Commerce-Saint-André", 1952-54
Olio su tela, 294 x 330 cm



Conclusioni

Mostra eccellente: da non perdere.
Il prezzo è sopra la media (o forse lo è l'inflazione), ma il catalogo viene venduto alla mostra al favorevole prezzo di 32€ (38€ prezzo di listino), che è certamente inferiore ad altri; ciononostante il catalogo è di qualità e contenuti eccellenti: molto bello, completo, esauriente. Complimenti.


Jizaino -


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