Ricostruire con l'arte
Arte internazionale alla Fondazione Remotti

recensione di Jizaino, 14 febbraio 2009


"Ricostruire con l'arte" a cura di Francesca Pasini
Fondazione Remotti - via Castagneto, 52 - Camogli (Genova)
dal 14 settembre 2008 al 28 febbrao 2009
orari: giovedì - domenica 15.00-18.00 o su appuntamento
ingresso libero
http://www.fondazioneremotti.it/[]>

Arte internazionale alla Fondazione Remotti


"Collana del Terzo Paradiso"
Michelangelo Pistoletto
La Fondazione Remotti è una nuova realtà espositiva voluta dai coniugi Natalina e Pier Luigi Remotti. 'Ricostruire con l'arte' è l'appuntamento inaugurale di una serie di eventi curati da Francesca Pasini che avranno come protagoniste le opere d'arte della pluridecennale collezione dei Remotti in abbinamento ad opere di artisti contemporanei.

La Fondazione è situata nella chiesa sconsacrata dell'ex convento delle Gianelline, sulle prime alture di Camogli: un incantevole ed unico paese rivierasco a pochi chilometri da Genova e pochi minuti di battello da Portofino.

La Fondazione non si trova in una posizione comodissima: dal centro vi si può arrivare a piedi, ma è tutta salita e ci vogliono diversi minuti; inoltre, giungendo dalla passeggiata a mare, non si trovano indicazioni turistiche.
Ma, approfittando di una visita all'incomparabile Camogli, si può di certo fare una passeggiata per visitare una mostra che è un'occasione imperdibile per vedere arte di livello internazionale, specialmente in un contesto come quello della Riviera che assai raramente offre.

La mostra

Questo primo appuntamento offre un piccolo ma significativo panorama sull'arte moderna e contemporanea di respiro internazionale. Le opere sono state collocate nel caratteristico ambiente sfruttando lo spazio in modo ponderato e lasciando spazio ad ogni opera in modo generoso.

Tra gli artisti selezionati si trovano alcuni dei nomi più eminenti del panorama internazionale, e tra le opere vi sono anche alcune pietre miliari.
Già sul sagrato della chiesa si incontrano due opere esterne. Sul selciato, in forma di lapide marmorea, si trova la sintesi poetica dell'opera "Temporali" di Alberto Garutti: un'installazione illuminotecnica della chiesa che sarà visibile anche da lontano, in quanto consiste in un sistema che interagisce con i fulmini che cadranno nell'area circostante.
Sulla facciata della chiesa troviamo "Collana del Terzo Paradiso" (figura in apertura)  di Michelangelo Pistoletto, opera concettuale e collettiva che aggiunge una gravida dimensione al simbolo dell'infinito.


"Rosso Babele", 2006
Grazia Toderi
Appena entrati si viene accolti dalla proiezione video "Rosso Babele" di Grazia Toderi, una visione magmatica di forte impatto dove si uniscono simbologie e un'atmosfera di spaventoso ed immane potere creativo e distruttivo.
Sul pavimento dell'ambiente principale troviamo "Stella di Camogli" una scultura con installazione sonora realizzata appositamente da Gilberto Zorio.
Subito accanto si trova la scultura "La terre bleue" di Yves Klein, un mappamondo nell'arcinoto colore International Klein Blue.
Dietro a ciò che era l'abside della chiesa si trova un'immagine tratta da "Drawing Restraint 9" intitolata "Occidental" del videoartista Matthew Barney e poco distante una cibachrome di Ugo Rondinone intitolata "Moonlightning".

Al piano superiore, giunti con l'ascensore, si viene accolti da una rayografia di Man Ray del 1946, oppure dalla cibachrome "Barney" di Paul Mc Carthy se si sale dalle scale. Potrete anche sedervi sull'istallazione "NJs08/gianellina" dello studio di architettura Gruppo A12 di Genova ed osservare la navata in cui si trova l'installazione "Infection IFR9" di Tobias Rehberger.

Una volta riposati potrete gustarvi con giusta attenzione l'installazione "Buddha"  del 1985 di Nam June Paik, il padre della Videoarte.

Quindi si viene attratti dall'inconfondibile stile di Keith Haring con "May 30" del 1983, un inchiostro sumi su tela. Seguono: il dittico serigrafico "Stay/Go" di Barbara Kruger e le stampe di grande formato "Cathexis 33" e "Cathexis 34" di Joseph Kosuth.

Infine solo coloro che decideranno di visitare i bagni della Fondazione potranno vedere l'interessante e comunicativa opera fotografica in lightbox "Your Whole Fucking Culture Alienates Me" di Andrea Bowers.

Da notare la curiosa particolarità del fatto che le opere facenti parte della collezione sono state scelte sia dalla Fondazione Remotti che dagli artisti chiamati a partecipare all'esposizione con le proprie opere.

"Buddha", 1985
Nam June Paik

Conclusioni

Con questa prima mostra si può dire che i futuri eventi espositivi della Fondazione Remotti si configurano come appuntamenti significativi ed unici per il territorio.

Jizaino -